Cari Sindaci di Campobasso e Isernia, osate lo straordinario!

Cari Sindaci, avete ragione, senza Comuni l’Italia crolla, come alcuni di voi hanno scritto al Governo, chiedendo un decreto “Cura Città”, dopo quello “Cura Italia”. Senza i Comuni l’Italia non si muoverà, neanche gradualmente, come pure tutti speriamo accada dal prossimo mese di maggio. Soprattutto non riusciremo a muoverci in sicurezza, possibilmente inquinando e ammalandoci un po’ meno. Senza un impegno di tutti, cittadini, Sindaci, società di trasporto e Governo, presto le nostre città rischieranno di riempirsi nuovamente di auto e l’aria autunnale di inquinanti, gli stessi di prima.
Un momento eccezionale come quello che stiamo vivendo ha bisogno di risposte altrettanto eccezionali e dovremo arrivare pronti all’appuntamento delle prossime settimane. Per questo vi proponiamo, come fatto già a livello nazionale, alcune sfide per la “riapertura”, tutte concrete e attuabili nell’arco di pochi mesi, a risorse relativamente contenute e alcune già disponibili, perché si tratta di attuare provvedimenti già contenuti in Leggi dello Stato. L’importante sarà avere idee chiare per affrontare la fase in cui le città si rimetteranno in moto, con progetti semplici e praticabili, perché il dopo non sia più come il prima. Dovrà essere meglio!

1. Sicuri sui mezzi pubblici. Lo sappiamo, le persone avranno paura a prendere i mezzi di trasporto pubblico per timore del contagio. Dobbiamo fare in modo, mano a mano che le città ricominceranno a muoversi, che i mezzi pubblici siano in grado di garantire distanze di sicurezza. Si dovranno programmare con attenzione le corse con l’obiettivo di avere un TPL in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini ed dare loro la voglia di tornare a prendere l’autobus. Bisognerà ripensare anche gli orari della città per evitare congestione e traffico nelle ore di punta. In Spagna il Governo ha stabilito l’obbligo di mascherine sui mezzi pubblici e ha garantito la distribuzione di oltre 10 milioni da distribuire nelle stazioni principali. Per fare tutto questo ci vogliono risorse. In parte il governo ha risposto, ma è evidente che non basta perché le aziende pubbliche hanno bisogno di investimenti e già soffrono per la riduzione di introiti da biglietti dovuta a questi mesi di stop.

2. Più persone in bici e percorsi ciclabili nuovi. La bici è il mezzo che permette il migliore distanziamento: per cui è ora il momento di realizzare percorsi ciclabili temporanei (con segnaletica orizzontale e verticale) lungo gli assi prioritari e le tratte più frequentate, riservando lo spazio per poi dotarli di protezioni e passaggi esclusivi mirando a trasformarli nei mesi successivi in vere ciclabili. Aiutiamo le città molisane ad uscire fuori dall’ottica di città non adatte alla mobilità ciclabile, realizzando magari un sistema di mobilità integrata che permetta a chi vorrebbe muoversi in bici dalla periferia delle città, ma non può a causa dell’orografia di Campobasso ed Isernia, di poter utilizzare gli autobus per spostarsi per brevi tratti sul territorio comunale. Soluzioni come quella dei percorsi ciclabili temporanei si stanno già praticando tante città in giro per il mondo: a Montpellier con una striscia di vernice e cordoli di protezione con conetti provvisori, a Berlino allargando le piste ciclabili con nuove strisce laterali. Stesse misure decise a Bogotà come a Vancouver, a New York come a Boston e Parigi. In Nuova Zelanda il Governo ha deciso di finanziare queste misure da parte dei Comuni. Potrà essere la base di partenza di una nuova visione delle nostre città. Questi interventi sono a costo quasi zero e le risorse per realizzare vere ciclabili ci sono: nella Legge di Bilancio 2020 sono stati stanziati 150 milioni di Euro per il co-finanziamento di percorsi ciclabili urbani. Cosa aspetta il Ministero delle Infrastrutture a emanare il Decreto che fissa i criteri per l’erogazione dei fondi? Intanto però i Comuni si possono preparare, in modo da avere progetti seri da candidare e un piano da cui “si evinca la volontà di procedere allo sviluppo strategico della rete ciclabile urbana”, come sottolinea la Legge, in modo che nel 2021 possano partire i cantieri. E che si tratti di reti ciclabili fatte bene, magari copiando il format della Bicipolitana di Pesaro e replicandolo ovunque.

Una delle obiezioni più frequenti che riscontriamo a Campobasso è che non c’è abbastanza spazio. Non è vero! Lo spazio c’è, dipende da come lo usiamo. Per quanto riguarda Campobasso il centro murattiano è stato pensato con sezioni stradali per nulla strette, e lo stesso vale per le principali arterie di comunicazione, ma queste strade vengono riempite da quante più corsie veicolari e spazi di parcheggio si riesca a infilarci. Una pista ciclabile si potrebbe ricavare convertendo un parcheggio a spina di pesce in uno in linea, oppure eliminando una corsia veicolare. In più molte zone sono già pedonali (corso Vittorio Emanuele, piazza Pepe, i generosissimi marciapiedi di corso Bucci), basterebbe delineare aree ciclabili e poi riconnetterle con altri piccoli tratti. Per quanto riguarda Isernia si potrebbe creare una pista ciclabile lungo il viale 3 marzo 1970 e lungo viale dei Pentri, oltre che lungo corso Garibaldi, che è una delle arterie principali della città, sottraendo al traffico veicolare una parte della larga sede stradale o del marciapiede. La pista potrebbe trovare una prosecuzione lungo via Occidentale o, con i dovuti accorgimenti, chiudendo finalmente al traffico corso Marcelli, almeno per una parte della giornata. Sappiamo bene, inoltre,  che il Comune di Isernia ha tra i suoi progetti quello di ripristinare finalmente il servizio di bike sharing, di fatto mai partito. Ebbene questo è il momento migliore per concretizzare il progetto.

3 Rafforzare la sharing mobility. Le più efficienti alternative all’auto privata in città, per chi non vorrà prendere i mezzi pubblici, dovranno diventare tutti i mezzi in sharing: auto (meglio elettriche), bici, e-bike, scooter elettrici e monopattini. I Comuni dovranno stringere accordi con le imprese per avere più mezzi e in più quartieri, a costi molto più contenuti. Serviranno risorse, ma il servizio potrà avere grande successo e in parte ripagarsi. In ogni caso saranno soldi ben spesi quelli per potenziare il servizio (con controllo, sanificazione e ridistribuzione dei mezzi nelle diverse ore e luoghi della città) perché avremo offerto mobilità sostenibile a buon mercato a milioni di cittadini. Sappiamo che il Comune di Campobasso ha già in stato di avanzamento il progetto europeo Dynamob 2.0, potrebbe essere un’occasione per anticiparne i tempi. Sappiamo che lo stesso Comune ha da tempo in progetto di istallare diverse rastrelliere sul territorio comunale.

4 Aiutare i cittadini a rottamare l’auto e scegliere la mobilità sostenibile. Qui i Sindaci devono farsi sentire, perché le risorse ci sono! Cosa aspetta il Ministero dell’Ambiente a mettere a disposizione i fondi per “Programma Buoni di mobilità” previsti dal decreto Clima approvato a dicembre scorso? Sono previsti 75 milioni per il 2020 e 180 milioni di euro per le annualità successive. Si tratta di 1.500 euro alle famiglie che rottamano una vecchia auto che non può più circolare (Euro3 o più inquinante) oppure 500 euro per un vecchio ciclomotore, per acquistare abbonamenti, e-bike e sharing mobility. Si potrebbe così subito dimezzare la spesa media per i trasporti per 250 mila famiglie italiane (3.500 euro all’anno secondo l’Istat).

5. Più smart working. L’esperienza di queste settimane ha dimostrato che il modo di lavorare può cambiare, riducendo spostamenti e organizzando riunioni a cui partecipare on-line, permettendo alle persone di sprecare meno tempo in auto o sui mezzi pubblici. Ai Sindaci chiediamo di spingere questa prospettiva per riorganizzare il lavoro dell’amministrazione pubblica e di aiutare tutte le attività che scelgono di andare in questa direzione. Serviranno risorse, ma soprattutto idee nuove e andrà coinvolto il Governo, ma esistono tutte le possibilità per premiare con vantaggi fiscali sia le aziende che i lavoratori che decideranno di puntare su soluzioni innovative di smart working e mobility management di comunità. Ad esempio i vantaggi fiscali di cui oggi beneficiano le auto aziendali possono essere estesi anche a mezzi e investimenti organizzativi per il lavoro a distanza, ai mezzi pubblici, alla condivisione e alla mobilità elettrica o muscolare in tutte le sue forme. Copiare delle buone pratiche non è un peccato, anzi. Si potrebbe prendere spunto da esperienze quali quella di Bari incentivando i lavoratori ad a lasciare a casa l’auto. Tanti lavoratori si spostano giornalmente dalle aree interne a Campobasso ed Isernia: perché non proporre alla Regione Molise quale ente finanziatore del servizio di trasporto pubblico locale degli incentivi ai lavoratori che si spostano in autobus o treno prendendo spunto dal sistema che rimborsa gli abbonamenti agli studenti?

Cari Sindaci, da questa vicenda il mondo ne uscirà cambiato. Noi pensiamo che le nostre città possano essere un fantastico banco di prova per dimostrare che si può cambiare il mondo in meglio, sperimentando le vie green verso nuovi modelli di sviluppo.

Interveniamo subito sulle misure che hanno una valenza sanitaria e ambientale al tempo stesso, che diano risposte cioè alle regole imposte dal Covid19, ma sappiano anche proporre soluzioni sostenibili che riducano le emissioni di gas serra e facilitino la vita e la mobilità delle persone. Con queste 5 misure migliaia di lavoratori, studenti e famiglie potranno muoversi da subito in maggiore sicurezza e libertà.

Per questo vi diciamo, cari Sindaci, non vi limitate all’ordinario, non restituiteci le vecchie città. Il vostro mestiere richiede visione di futuro, soluzioni inedite, capacità di guidare la comunità verso frontiere nuove. E oggi che tutti abbiamo sperimentato una condizione eccezionale, non c’è momento migliore per osare lo straordinario. Insieme ce la possiamo fare.

Campobasso, 19/04/2020

I Circoli Legambiente di Campobasso e Isernia

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