Il senato approva emendamento per il parco nazionale del Matese

Finalmente riconosciuto il valore naturalistico del massiccio matesino

Legambiente: le regioni Molise e Campania definiscano presto il perimetro del parco noi continuiamo la nostra azione di informazione con gli stati generali del Matese

Siamo felici che dopo trent’anni di impegno costante e pervicace della nostra associazione è stato approvato al Senato un emendamento al Disegno di Legge che istituisce il Parco nazionale del Matese, ora chiediamo alle regioni Molise e Campania di istituire un Comitato congiunto per accelerare l’iter e definire il perimetro, da condividere con i comuni e le comunità locali, in attesa che la legge passi in via definitiva alla Camera. Per seguire questo percorso, e per continuare a informare i cittadini molisani e campani, abbiamo deciso di riprendere il percorso degli Stati generali del Parco del Matese di cui sarà organizzata, congiuntamente, una nuova edizione che coinvolgerà i due versanti del Matese.” E’ questo il primo commento di Manuela Cardarelli presidente di Legambiente Molise e di Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, alla notizia che il Senatore Massimo Caleo ha presentato e fatto approvare un emendamento al Disegno di Legge “Modifiche alla legge 6 dicembre, 394/91, e ulteriori disposizioni in materia di aree protette” di cui è stato relatore di maggioranza.

La nascita del parco nazionale del Matese è una opportunità per le popolazioni locali che vivono su entrambi i versanti del Massiccio, e che aspettano di vedere valorizzato il patrimonio di natura e cultura che da secoli preservano ancora intatto ma che da questo non ricevono benefici significativi perché questo pezzo di Appennino non è tutelato, valorizzato, conosciuto o fruito in maniera sostenibile. Il Parco è la risposta adeguata per veder nascere, finalmente, in questi territori una economia sostenibile, sana e pulita, che concluda la triste pagina di investimenti pubblici sbagliati e devastanti per il territorio che hanno generato consumo di suolo, depauperamento risorse economiche, senza creare benessere. Il Parco, infine, rappresenta la risposta di un rinnovato interesse dello Stato centrale verso un territorio che continua a stare ai margini ma che ha l’occasione di rialzarsi e progettare e disegnare il proprio futuro”.

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