Legambiente si adopera per risolvere il problema di Emilio Izzo e non solo…

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Il contesto è la trasmissione Moby Dick di venerdì 30 gennaio e un’equazione un po’ strampalata messa in campo da Emilio Izzo, conosciuto per essere critico su parecchie questioni con un seguito non indifferente di estimatori. L’equazione in oggetto è la seguente: Legambiente e le più grandi associazioni ambientaliste non erano con noi al presidio di Campochiaro, ergo, sono colluse con il potere politico; questa equazione sta tutta dentro un problema (come si addice ad un’equazione!); il problema di Izzo è che per gravi che siano le accuse che lancia, non riceve repliche esplicite salvo qualche minaccia o qualche sfregio all’automobile; la seconda equazione è la seguente: se non replichi, le mie accuse sono fondate oppure sei il delinquente che mi taglia le gomme.

Ecco, visto che la Legambiente per sua natura parla con tutti, ma proprio con tutti, ci accingiamo a risolvere il problema del Sig. Izzo, che non ce ne voglia, perché non è il solo, ergiamo ad icona di una cultura che sta prendendo piede un po’ dovunque; una cultura dell’autoreferenzialità, dell’incapacità di dialogo, del travisamento e della manipolazione delle opinioni altrui, dell’imbonimento di “quella gente comune che dove la metti sta” (sic!) – definizione infelice di Izzo, questa, che nel corso della trasmissione, avventurandosi a parlare anche dei benefici dello spopolamento del Molise, nella foga, diciamo, ha scoperto un po’ le carte.

Lo ripetiamo per l’ennesima volta, Legambiente non si schiererà mai con i protestatori di professione, con coloro i quali, dichiarando amore incondizionato verso la propria terra vanno dalla protesta contro “l’eolico selvaggio” alla protesta contro l’eolico tout court; dalla protesta contro le centrali a pollina o a cippato, a quella contro un generatore a reflui zootecnici da 100 kw; tutto ciò, perché no? passando anche per il “no!” al centro hub di S. Giuliano di Puglia!

Alle proteste si è aggiunto un leitmotiv, quasi un’ossessione o, se preferite, uno sport regionale, l’attacco senza frontiere a Legambiente. Se ne sono sentite di tutti i colori: ci hanno definiti “ambientalisti progettisti” , ovviamente non nel senso buono, di capacità di proporre soluzioni o idee, no! Proprio nel senso di progettisti e proprietari di campi eolici perché non partecipammo, scientemente sia beninteso, al comitato contro l’eolico selvaggio; “Fregambiente”….non sapremmo dire quali crimini sono connessi a questo neologismo che molti rivoluzionari da tastiera ripropongono ogni tanto sui social; ancora, secondo questa vulgata, saremmo favorevoli all’autostrada, alle trivellazioni nell’Adriatico, mangiamo i bambini…ah no, quelli erano i comunisti!
Fin qui le barzellette, perché di questo si tratta, essendoci pacchi di documenti e articoli che Legambiente Molise ha prodotto per spiegare, ogni volta che è stato necessario, la ratio delle proprie scelte di politica associativa – condotta sempre in gruppo , con il confronto e mai frutto della decisione di pochi.

Di diverso tenore è l’accusa di collusione con il potere politico fatta da Emilio Izzo ai danni di Legambiente, che è gratuita, grave e senza alcun fondamento, e che lanciata da uno studio televisivo come quello di Telemolise, ha il sapore della sfida di un leader che deve accreditarsi presso i suoi, e tanto più grossa la spara e tanto più letame getta addosso al bersaglio di turno, tanto più si accredita come un temerario e uno che la sa lunga e che non teme confronti, riscuotendo successo e consolidando la propria posizione all’interno del gruppo.
Ci spiace proprio tanto, ma ci lascia perplessi un funzionario dello stato che non riesce, o lo fa ad arte, a intellegere il senso degli articoli pubblicati dalla nostra associazione a proposito della questione delle centrali a biomasse in area matesina. Per ben due volte abbiamo esposto le motivazioni di questa scelta e abbiamo ragionato anche sull’opportunità di differenziare tra le due centrali in base alla dimensione e alla natura della biomassa (il comitato in realtà si è indignato più sulla base della proprietà, concentrandosi sul cippato e trascurando la pollina, con ciò dimostrando – quanto meno – scarsa conoscenza in materia di biomasse e di implicazioni ambientali delle stesse).

Ecco, a noi sembra di avere più che smentito, spazzato via, le affermazioni di Izzo, e non solo le sue; ma non basta: pensiamo sia gravissimo, come è stato fatto finora, lavorare per dividere chi dovrebbe essere dalla stessa parte, accendere diatribe o insinuare dubbi sull’operato di una grande associazione come Legambiente che anche in Molise si avvale del lavoro di tanti giovani laureati, molti dei quali collaborano anche con Scuola e Formazione che è una struttura legambientina accreditata presso il MIUR….

Non vogliamo arrivare ad insinuare che tutto questo “facite ammuina!” sia funzionale, questo sì, al potere politico che tende a mantenere inalterato lo status quo… “divide et ìmpera”, si dice; ma insomma, se dovessimo seguire l’incultura, il provincialismo e le beghe paesane lo faremmo pure, ma non saremmo legambientini!

E’ proprio per questo che non ci stancheremo mai di promuovere il dialogo con tutti, che è il segnale più vero e tangibile di una cultura di pace e di crescita sociale e così andremo avanti, senza demordere, per ottenere l’istituzione del Parco Nazionale del Matese aspettandoci, in particolare, che si uniscano a noi anche i sindaci dei comuni dell’oasi WWF – primo nucleo molisano strutturato del futuro parco -, Campochiaro e Guardiaregia, che pur essendo sempre presenti per dichiararsi a favore dell’ambiente non hanno ancora prodotto nessuna delibera a favore del Parco, con ciò fornendo al governo della regione e ai politici, più che un alibi per glissare sul tema e rimandare sine die la decisione.

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