Se le pale smettessero di girare…

Centrale_Eolica_Frigento

Eolico in Molise. Legambiente: “Basta polemiche strumentali sull’eolico, le rinnovabili sono una opportunità per il territorio, ora regole per continuare in uno sviluppo che è nell’interesse dei cittadini e del clima.”

L’energia questa sconosciuta. Verrebbe da scrivere proprio cosi leggendo i documenti amministrativi rilasciati dalla Regione Molise o ancora ascoltando le innumerevoli grida di allarme lanciate da diversi comitati e associazioni schieratesi contro l’ultimo impianto eolico autorizzato nel Comune di Montecilfone (CB). E’ opportuno ricordare che si tratta di un campo eolico composto da 11 pale in grado di generare energia elettrica pulita. Tale aspetto, spesso dimenticato da chi si appella al cambiamento del paesaggio che le pale inevitabilmente generano, non è sottovalutabile. Si ignora, infatti, che proprio in Molise le fonti rinnovabili (tra cui l’eolico) hanno permesso la chiusura di una centrale a ciclo combinato presente nel nucleo industriale di Termoli e la drastica riduzione dell’operatività della più grande centrale termoelettrica regionale. Tutto ciò si traduce, ovviamente, in minori emissioni di agenti inquinanti (NOx, CO, etc) e quindi in una migliore salubrità dell’aria. Viene da chiedersi come mai le associazioni e i comitati che si battono contro gli impianti eolici non mettono mai in luce i successi che tale moderna tecnologia sta dando. Occorre inoltre ricordare che, grazie ai 379 MW di impianti eolici installati in Molise, si è riusciti a soddisfare il 55% dei fabbisogni elettrici del territorio. Questi risultati dimostrano che l’eolico è oggi una fonte energetica competitiva, e assieme al solare, può diventare il centro di una produzione sempre più distribuita e pulita. Discorso diverso purtroppo va fatto rispetto alla questione normativa regionale. Il Molise si presenta tra le regioni italiane come una cenerentola. Il piano energetico regionale è datato 2006. La Delibera di recepimento delle direttive nazionali per il corretto inserimento degli impianti eolici nel territorio (DGR 621/2011) appare come un copia-incolla delle sole disposizioni nazionali e non come uno strumento di pianificazione territoriale (come accaduto altrove). In un contesto normativo cosi lacunoso numerose aziende energetiche, a volte di dubbia provenienza, hanno potuto fare il bello e il cattivo tempo riuscendo a piazzare i loro impianti praticamente ovunque a sfregio di ogni riferimento simbolico presente sul territorio. Per ovviare a questo proliferarsi disordinato di impianti eolici, la Legambiente Molise propone e puntualizza che sarebbe opportuno una maggiore attenzione sul tema da parte del nuovo governo regionale. È necessario rafforzare o meglio, riformare, il sistema delle regole regionali al fine di pianificare il territorio, individuando, come detta la normativa, esclusivamente le zone NON idonee alla realizzazione di tali impianti, come i siti di interesse archeologico, culturale e paesaggistico. L’eolico è un settore strategico per il futuro della nostra regione. Il “buon vento” rappresenta una componente fondamentale di una nuova economia che, se sappiamo utilizzarla, può essere ben integrata nel nostro paesaggio.

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