si è costituito il Comitato promotore “FERMIAMO IL NUCLEARE” per il Molise

HeaderSu iniziativa delle maggiori associazioni ambientaliste si è costituito anche in Molise il comitato “FERMIAMO IL NUCLEARE”, in linea con il più ampio comitato nazionale, formato da oltre 60 associazioni unite per portare gli italiani al voto referendario contro l’energia atomica.

Non c’è solo il ricordo di Chernobyl e la paura per l’immane tragedia di Fukushima, a sostenere le tesi del comitato; se anche non ci fosse un errore umano o un terremoto devastante, ci sono ottime ragioni tecniche ed economiche per fermare il nucleare in Italia, in Europa e nel mondo.

E poco importa se la centrale si faccia o no nella nostra regione. Certamente va considerata l’assoluta inadeguatezza del Molise ad ospitare un simile impianto, ma l’esperienza degli incidenti nucleari insegna che 100, 500, o mille chilometri in più o in meno non scongiurano i devastanti effetti delle contaminazioni; questo non può però essere un alibi per rassegnarsi a circondarsi di reattori nucleari.

Efficienza, riduzione degli sprechi e sviluppo delle energie rinnovabili rappresentano oggi la soluzione al problema energetico, consentendo di raggiungere l’autosufficienza con le sole fonti rinnovabili. Ad oggi, infatti, il nucleare, e qualunque altro sistema di approvvigionamento energetico, servirebbe solo ad alimentare gli sprechi e non i reali bisogni della società, che sono di gran lunga inferiori alla richiesta.

Ma, incurante di tutti e tutto, il governo, facendo approvare al parlamento la legge 99/2009 con il voto di fiducia, in spregio all’esito dei referendum del 1987 ed alla manifesta contrarietà delle regioni italiane ad accogliere installazioni nucleari sui propri territori, sta tentando di riportando l’Italia nel campo minato nucleare, con l’appoggio delle lobbies affaristiche, pronte ad ogni costo ad investire in un affare di almeno 30 miliardi di euro per soli 4 reattori. Un affare per pochi, sulla pelle di tutti gli italiani e soprattutto delle future generazioni.

Energie rinnovabili e nucleare sono 2 scelte alternative tra loro. Ecco perché, smascherando clamorosamente le proprie volontà, il governo ha recentemente deciso di ostacolare lo sviluppo delle energie rinnovabili, settore in grande espansione, per creare le condizioni per poter dire di dover dipendere obbligatoriamente dall’energia atomica, attraverso campagne di disinformazione ed irrealizzabili promesse di indipendenza energetica e sostanziosi risparmi per i cittadini. Eppure le energie rinnovabili offrono importanti opportunità occupazionali, di innovazione, di investimenti distribuiti che sul modello della Germania valgono 15/ 20 volte i risultati occupazionali ottenibili con il nucleare e consentirebbero all’Italia di rispettare entro il 2020 gli impegni presi con l’Europa (20/20/20) per contrastare il cambiamento climatico.

Ed invece, mentre molti e più moderni paesi nel mondo stanno abbandonando l’idea nucleare, persino dismettendo le centrali, l’Italia, con oltre mezzo secolo di ritardo vuole approdare ad un sistema energetico ormai superato, condannato dalla storia, , economicamente ed ecologicamente insostenibile, estremamente pericoloso come dimostrato dagli innumerevoli incidenti, noti e non, accaduti negli ultimi decenni.

Il nucleare, tra l’altro, è pericoloso non solo per gli incidenti ma anche nel funzionamento normale. Popolazioni e lavoratori sono coinvolti dalle conseguenze delle radiazioni anche durante il normale funzionamento delle centrali nucleari, come dimostrano ad esempio studi tedeschi e francesi sull’aumento delle leucemie nei bambini (oltre 3 volte) in rapporto alla distanza dalle emissioni. Del resto le emissioni sono il problema non risolto anche per le scorie radioattive, di cui nessun paese al mondo fino ad ora ha risolto il problema dello smaltimento in sicurezza. Così le aree delle centrali restano contaminate per tempi lunghissimi. Questo la dice lunga sul rapporto che si verrebbe a stabilire con le future generazioni che verrebbero condannate a convivere per centinaia, migliaia di anni con gli effetti delle scorie e delle aree contaminate.

Occorre fermare questa scelta. Il referendum può essere l’occasione per farlo; per arrivare al difficile quorum del 50 % più 1 di votanti e per fare prevalere la cancellazione di questa legge irresponsabile che il Governo ha voluto ad ogni costo. Ulteriore aggravante è il vergognoso mancato accorpamento del referendum alle elezioni amministrative di maggio, con il conseguente sperpero di 400 milioni euro che potevano senz’altro essere spesi in maniera migliore, ancor più in tempo di crisi come quelli che stiamo vivendo.

Per finire con la beffa della moratoria di un anno che il governo ha stabilito, al solo scopo di far passare l’onda emotiva di questi giorni legata ai tristissimi avvenimenti giapponesi. Una subdola operazione di marketing sulla fiducia degli italiani, una vergognosa presa in giro, un tentativo di depotenziare il referendum, nella speranza che la nube radioattiva passi e che la tragedia giapponese venga dimenticata, perché c’è la consapevolezza che dalle urne del referendum verrà fuori una ennesima bocciatura del folle progetto nucleare

“FERMIAMO IL NUCLEARE” Comitato promotore per il Molise:

ECOLOGISTI DEMOCRATICI, FARE VERDE, LEGAMBIENTE, WWF.

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