Voler Bene all’Italia 2014

Un momento della giornata
Un momento della passeggiata partita da Jelsi (CB)

Voler Bene all’Italia, che oggi festeggia il decennale della sua campagna, è stata ideata per porre l’attenzione sulla valorizzazione delle aree interne da cui dipende buona parte della tutela del territorio e che custodiscono cultura e arte, paesaggi e biodiversità, prodotti agricoli di qualità e artigianato che rendono la Penisola famosa nel mondo. Una festa condivisa anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha inviato a Legambiente e al comitato promotore di Voler Bene all’Italia un augurio e un messaggio di apprezzamento per la giornata di oggi, che anticipa la festa della Repubblica del 2 giugno. “Un’iniziativa, la Festa dei piccoli comuni, che rappresenta – scrive il Capo dello Stato – una  importante scoperta e valorizzazione della preziosa varietà dei borghi italiani, delle loro tradizioni culturali,  delle loro bellezze artistiche e naturali, con positive ricadute per lo sviluppo dell’occupazione di qualità nei settori trainanti del turismo, della manifattura e dell’agricoltura multifunzionale”.

“Per aprire una nuova stagione all’insegna della valorizzazione di questi territori – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente dal comune di Toro, dove ha partecipato alla festa – sono necessarie misure concrete, come la semplificazione, gli incentivi, lo sviluppo della rete internet, per rafforzare il ruolo centrale dei piccoli comuni e creare nuovi posti di lavoro in queste zone. I piccoli borghi non sono un problema ma una risorsa, per questo da dieci anni organizziamo questa festa nazionale, che oggi festeggia il decennale, proprio per ricordare che queste aree sono delle preziose e moderne realtà che stanno dimostrando, ta l’altro, di saper coniugare saperi antichi e innovazione tecnologica nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità. In questi anni è cresciuta l’attenzione sulle aree interne come dimostrano ad esempio i tanti studi sul disagio insediativo; per questo lanciamo oggi un appello al Governo Renzi affinché non si sprechi questa occasione e si decida di investire sulla gestione delle risorse attraverso nuove tecnologie e processi innovativi, sul modello di molti laboratori di buon governo del territorio già avviati da alcune amministrazioni dei piccoli comuni”.

In particolare nell’appello indirizzato al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al suo Governo, sottoscritto da oltre 800 tra comuni, parchi e realtà locali, l’associazione ambientalista chiede all’Esecutivo politiche mirate per le aree interne che premino le amministrazioni virtuose troppo spesso “penalizzate” da oneri aggiuntivi e chiede che vengano realizzate delle altre semplificazioni amministrative, quale la deroga dal patto di stabilità per gli investimenti su scuola e ambiente e per il cofinanziamento dei  progetti europei.

 “Voler Bene all’Italia – ha affermato da Poggiorsini (Ba) Ermete Realacci, Presidente del Comitato promotore della festa dei Piccoli Comuni e primo firmatario della legge per la valorizzazione dei nostri centri minori – è un vero e proprio “Italian pride”, un modo per ricordare le cose che rendono unica l’Italia nel mondo. Non solo una festa ma anche l’occasione per valorizzare i tanti talenti dei nostri territori e ribadire che proprio nella tenuta delle nostre comunità, nella coesione sociale, nell’orgoglio delle nostre radici troviamo la base di un’economia in grado di competere scommettendo sulla qualità, sull’innovazione, sulla conoscenza, sulla bellezza.  L’edizione di quest’anno, che segna il decennale della campagna, rappresenta un passaggio importante anche perché è in corso alla  Camera l’esame della legge per la valorizzazione dei piccoli comuni, che spero verrà presto approvata. I piccoli comuni non sono un peso per il nostro Paese, un’eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e costruire il futuro incrociando storia, bellezza e nuove tecnologie. Insomma un’Italia che fa l’Italia ”.

Roccaforti di identità e sapere, custodi del nostro patrimonio storico-artistico, naturale ed enogastronomico, i piccoli borghi sono il 72% dei comuni d’Italia, la loro superficie copre il 55% del territorio nazionale e vi risiede il 19% della popolazione italiana. Sono luoghi di sperimentazione delle buone pratiche più innovative in fatto di energia, economia verde e riciclo dei rifiuti, laboratori di accoglienza e inclusione sociale. È qui che sono prodotti il 93% delle DOP e degli IGP e il 79% dei vini più pregiati.

Non tutti i comuni di ridotte dimensioni demografiche soffrono infatti di disagio insediativo, ben 1.347 comuni sotto i 10 mila abitanti sono considerati comuni del benessere dalla ricerca di UnionCamere e Legambiente e rappresentano circa i due terzi. delle amministrazioni con queste caratteristiche di trend positivo (65,5% ). Si tratta di aree densamente abitate che si contraddistinguono per lo sviluppo della tecnologia e delle infrastrutture telematiche, delle rinnovabili e per un’alta dotazione turistico ricettiva. In questi luoghi si registra anche una grande attenzione per le iniziative di tipo turistico-culturale. Sono aree che vedono la popolazione in aumento nel breve e medio periodo, soprattutto in età attiva: rilevante il saldo tra i giovani sotto i 14 anni che crescono in 20 anni del 27% mentre in Italia si registra un calo del -2,7% e anche nell’area del benessere comprese le grandi città non si supera il +11%. Dal lato produttivo, i comuni dalle migliori performance si segnalano per l’alta concentrazione di lavoratori, con un saldo di imprese positivo nell’ultimo periodo. La struttura produttiva è insediata con 26 imprese per kmq, un dato del 30% oltre la media nazionale. Il lavoro è garantito al 73% delle persone tra 20 e 30 anni, quota massima anche rispetto alle città del benesserei: la popolazione in forza lavoro sfiora il 54%, 51% il dato medio italiano In linea, si registrano aumenti in tutti i marker di reddito.

“Voler Bene all’Italia” organizzata da Legambiente Molise in collaborazione con i comuni di Toro, Pietracatella, Riccia, Campodipietra, Monacilioni, Jelsi ed ad alcune associazioni locali ha visto la presenza presso il “Ponte di Toro” di centinaia di persone, molte delle quali, partendo da ciascun paese sono confluite presso il ponte che collega le due rive del torrente Tappino, ripercorrendo a piedi, in bici o a cavallo l’antica via Francigena, la via Micaelica e le vie battute dai francescani per recarsi a Monte S. Angelo. Durante il pomeriggio nell’ incontro “La mobilità dolce: gli antichi cammini quali volano di sviluppo” alla presenza dell’ On. Ermete Realacci e del Presidente Nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, i Sindaci delle comunità coinvolte nella manifestazione hanno firmato un protocollo che impegna le amministrazioni a costituire l’Ecodistretto Fortore – Tratturo/ Vie di Pellegrinaggio con l’ obiettivo di tutelare una delle reti tratturali tra le più integre del continente europeo promuovendo politiche di sviluppo locali legate al turismo responsabile e alla mobilità dolce.

La giornata si è chiusa con il concerto di musica popolare del cantautore riccese Giuseppe Spedino Moffa.

 

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