2 campioni su 3 risultano fortemente inquinati: i dati del monitoraggio di Goletta Verde in Molise9 min read

Termoli, 31 luglio 2021                                                                                        Comunicato stampa

 

Presentati i risultati delle analisi dei campioni d’acqua prelevati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde sulle coste molisane

 

2 dei 3 campioni prelevati risultano oltre i limiti di legge

Legambiente “Persistono le criticità nelle foci dei fiumi, il tema della depurazione deve essere affrontato subito e in maniera concreta”

Qui la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi.

Flash mob contro il progetto South Beach: NO alla cementificazione della costa

 

Sono 3 i punti campionati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde lungo le coste molisane il 21 luglio, di cui 2 foci e 1 punto a mare: i due punti prelevati alle foci sono risultati oltre i limiti di legge.

 

Ne hanno parlato questa mattina, durante la conferenza stampa svoltasi presso il porto turistico di Termoli, Stefano Ciafani, Presidente Legambiente nazionale, Manuela Cardarelli, Presidente Legambiente Molise, Giusi De Castro, Legambiente Molise, Cristiana Biondo, Portavoce Goletta Verde , Rita Colaci, Assessore Ambiente Comune di Termoli, Marco Paolilli, Responsabile CONOU Coordinamento Area Centro Sud.

Anche quest’anno Goletta Verde si avvale del sostegno dei suoi partner principali: CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, e Novamont, azienda leader a livello internazionale nel settore delle bioplastiche e dei biochemicals. Media partner è La Nuova Ecologia.

GLI OBIETTIVI DEL MONITORAGGIO DI GOLETTA VERDE

I monitoraggi lungo le coste che Goletta Verde effettua da anni non vogliono sostituire i dati ufficiali, ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti. I dati di Arpa sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo. Le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo: andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua che sono il principale veicolo con cui l’inquinamento generato da insufficiente depurazione arriva in mare. 

Le analisi sono state eseguite da laboratori individuati sul territorio. La presenza di batteri di origine fecale (enterococchi intestinali ed escherichia coli) è un marker specifico di inquinamento dovuto da scarsa o assente depurazione.

TUTTI I DATI NEL DETTAGLIO DEI CAMPIONAMENTI EFFETTUATI 

Fortemente inquinate le due foci analizzate, quella del fiume Sinarca a Termoli (CB) e quella del fiume Trigno a Montenero di Bisaccia (CB); entro i limiti di legge  la spiaggia di Sant’Antonio a Termoli (CB).

“Persistono i problemi alle foci dei fiumi – dichiara Cristiana Biondo, portavoce di Goletta Verde. Rispetto allo scorso anno anche la foce del Trigno è risultata fuori dai limiti di legge.  Il tutto reso ancor più grave dal fatto che è dal 2010 che la foce del Sinarca risulta oltre i limiti di legge al passaggio di Goletta Verde e i risultati di questo anno confermano che nulla è stato fatto in questo lasso di tempo per migliorare la situazione. Goletta Verde restituisce un’istantanea puntuale sulla qualità delle nostre acque costiere, senza sostituirsi alle autorità competenti, perchè il nostro obiettivo è denunciare puntualmente il cronico ritardo italiano sull’efficientamento dei depuratori e la presenza degli scarichi abusivi. Dobbiamo iniziare a mettere in campo azioni concrete, e affrontare il problema partendo dall’entroterra, per salvaguardare le acque dei mari e la cittadinanza”.  

“Sono ormai 35 anni che Goletta Verde compie il periplo dell’Italia denunciando la mala depurazione. La situazione nel Molise è uno specchio di quella nazionale e dobbiamo correre ai ripari al più presto – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente. Non dobbiamo dimenticare che due delle quattro procedure di infrazione europee per il mancato adeguamento alla direttiva europea sui reflui si sono già tramutate in condanne che ora stiamo pagando con multe salatissime che ammontano a 60 milioni di euro all’anno, che potrebbero essere spesi aprendo cantieri e creando nuovi posti di lavoro per il ciclo integrato delle acque. Anche se proprio in questi giorni sono state diminuite le sanzioni semestrali a carico dell’Italia per la mancata depurazione delle acque reflue, dobbiamo continuare a lavorare per efficientare il sistema depurativo. È una delle grandi opere pubbliche necessarie per il Paese e non più rinviabile da realizzare anche con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.”  

 

INFORMAZIONE AI CITTADINI E CITTADINE SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE

Le due foci corrispondono a punti non monitorati dalle autorità competenti, risultando di fatto delle acque abbandonate, ma in nessuna delle due aree è presente il cartello di divieto di balneazione né il cartello sulla qualità delle acque ormai obbligatorio da diversi anni.

FLASH MOB DI PROTESTA CONTRO IL PROGETTO SOUTH BEACH 

É stata recapitata al Comune di Montenero di Bisaccia, e sostenuta dalla Regione Molise, una proposta progettuale  relativa all’urbanizzazione e l’edificazione di un’area di circa 160 ettari a ridosso del mare. Una colata di cemento che potrebbe abbattersi su una delle poche aree ancora salve dall’edificazione a cui la costa adriatica è stata sottoposta negli anni.

Il progetto South Beach modificherà i connotati del territorio, andando a peggiorare la situazione della costa molisana che negli anni ha visto ben 17 chilometri modificati in modo irreversibile dal consumo di suolo con una preoccupante accelerazione del fenomeno negli ultimi anni. 

“Quest’anno, in concomitanza con il passaggio di Goletta Verde, abbiamo voluto riaprire un discorso importante per la nostra regione – dichiara Manuela Cardarelli, Presidente Legambiente Molise. Se vogliamo parlare di turismo in Molise, l’opera South Beach non è adatta al suo sviluppo. Per questo abbiamo deciso di organizzare un flash mob per questo pomeriggio per ribadire il nostro NO ad un progetto che distruggerebbe un tratto di costa ancora selvaggio. Per un totale di 35 chilometri di costa molisana, da Montenero di Bisaccia a Campomarino, in cui il 48% risulta già trasformato per usi urbani e infrastrutturali, il progetto South Beach sarebbe il colpo di grazia. Dal Molise alla Puglia continua la cementificazione della costa adriatica nell’ottica di un turismo stile anni ‘80. Non abbiamo bisogno di puntare su un turismo che si basi sul cemento, ma dobbiamo valorizzare la biodiversità.”

*le immagini del flash mob.

 

PROGETTO LIFE NAT.SAL.MO

Legambiente Molise è partner del progetto LIFE Nat.Sal.Mo. Il Progetto LIFE Nat.Sal.Mo. ha come obiettivo principale quello di garantire il recupero e la conservazione della trota mediterranea (Salmo macrostigma) e del suo habitat nei bacini fluviali del Biferno e del Volturno nella regione Molise con l’applicazione di tecniche innovative e strumenti di governance partecipativa. Nell’area di progetto questa specie presenta una grande variabilità intraspecifica (morfologia, comportamento e storia evolutiva) che le ha permesso di adattarsi a differenti condizioni ambientali. La trota macrostigma è endemica dell’area mediterranea e il suo stato di conservazione ad oggi è considerato come “vulnerabile” in Europa e “in pericolo di estinzione” in Italia. 

“Ciascuna specie, piccola o grande che sia, riveste e svolge un ruolo specifico nell’ecosistema – dichiara Giusi De Castro di Legambiente Molise,  e proprio grazie al suo ruolo lo aiuta a mantenere i suoi equilibri vitali: ecco perché tutelare la biodiversità significa rafforzare il nostro ecosistema. LIFE Nat.Sal.Mo. è un progetto di conservazione e salvaguardia della trota mediterranea che utilizza biotecnologie recenti che, sebbene siano già state sperimentate con successo in altre specie ittiche, non sono mai state applicate alla trota mediterranea S. macrostigma”. 

Anche quest’anno il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo dal 1984 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale: lo scorso anno in Molise il Consorzio ha recuperato 644 tonnellate di questo rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente, 481 t nella provincia di Campobasso e 163 t in provincia di Isernia. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché grazie alla filiera del Consorzio, può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 98,8% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti. Un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. “Il CONOU in quasi 40 anni di attività, ha raccolto circa 6,5 milioni di tonnellate di olio lubrificante usato che se fossero state disperse in acqua avrebbero inquinato una superficie pari a due volte il Mar Mediterraneo. Partendo da questa conoscenza e coscienza, il CONOU è da sempre impegnato a raccogliere fino all’ultima goccia di olio usato, perché rispettare l’ambiente significa prima di tutto rispettare noi stessi. Economia Circolare, salvaguardia ambientale, rispetto sociale: questa è la formula vincente che ha permesso al CONOU di essere leader in Europa per la gestione degli oli minerali usati” ha commentato Marco Paolilli, Responsabile CONOU Coordinamento Area Centro Sud.

ECCO LA TABELLA RELATIVA AI RISULTATI DEI MONITORAGGI DI GOLETTA VERDE 2021 SULLE COSTE MOLISANE

 

 

 

 

 

LEGENDA

I prelievi di Goletta Verde vengono eseguiti da tecnici, volontari e volontarie di Legambiente. L’ufficio scientifico dell’associazione si è occupato della loro formazione e del loro coordinamento, individuando laboratori sul territorio. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. 

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati  come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla  normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010)  e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo. Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione.

INQUINATO = Enterococchi intestinali >200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli >500 UFC/100ml.

FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali >400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli >1000 UFC/100ml.

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